Febbraio, il mese dei lupi nudi
Dalla Lupa del Palatino alla Candelora: storia poco cristiana di una festa molto cristiana
Il 2 febbraio, lo scorso anno, cadeva di domenica ed era una giornata dal sapore primaverile in quelli della Lombardia.
Ricordo la passeggiata fuori porta e il frate che sorridente recitava l’adagio contadino:
“Per la Santa Candelora,
dall’inverno siamo fora;
ma se piove o tira vento,
nell’inverno siamo dentro!”.
Revisione volgare di quella latina:
“Si Sol splendescat Maria Purificante,
major erit glacies post festum quam fuit ante”.
Letteralmente: “Se il sole splende nel giorno della Purificazione di Maria, ci sarà più ghiaccio dopo la festa di quanto ce n’era prima”.
La Candelora è festa nata nel 494 d.C. per volere di Papa Gelasio I. In realtà si celebrava tra il 13 e il 15 febbraio, perché la sua istituzione serviva per sostituire la festa pagana dei Lupercalia.
I Lupercalia erano una delle feste più antiche di Roma ed erano un vero e proprio bordello.
Tutto iniziava in una grotta chiamata Lupercale, ai piedi del colle Palatino, laddove si diceva che la famosa Lupa avesse allattato Romolo e Remo.
Vestiti solo di pelli, i sacerdoti se ne giravano mezzi nudi per la città e davano dei colpetti amichevoli e ben auguranti sulle mani di chi incontravano. Lo facevano con delle strisce di pelle di capra chiamate februa, che poi sarebbe la radice medesima di febbraio.
La Candelora, che tutto questo sostituì con una festa meno naturista, venne anticipata al 2 febbraio dall’imperatore Giustiniano I nel 542 d.C. perché per la tradizione ebraica la purificazione della neo-mamma doveva avvenire quaranta giorni (quarantena) dopo la nascita del figlio. E questo valeva anche per la madre di Gesù. Gesù che, con l’imperatore Costantino, era stato stabilito fosse nato il 25 dicembre.
Inutile quasi dire che il giorno dei Lupercali e poi della “prima” Candelora non rimase vuoto, ma lì venne messo San Valentino… molto più affine, per certi versi, ai nudi sacerdoti romani.
Oggi il cielo è uggioso ed è allerta meteo per le piogge e forse neve previste. È inverno, insomma.



