Colui che non voltò la testa
Domenico Terreno e i ventisette di Pian del Lot

Domenico Terreno, come si scrive con poca fantasia e troppa retorica in questi casi, il suo destino lo aveva doppiamente scritto nel suo cognome. Terreno.
Era un contadino, infatti. Un mezzadro. Le sue braccia domavano la terra e le vigne di Cavoretto, che domina il torinese.
Una storia come tante, fino al 2 aprile del 1944. Da quel momento quel suo “Terreno” altro significato ha assunto.
E il contadino, il bracciante, il mezzadro, l’uomo semplice e, nell’immaginario comune sempliciotto, è diventato “colui che non voltò la testa”. Ancora, là a Pian del Lot, così, nelle commemorazioni ufficiali, lo chiamano.
La storia è questa. Nella serata del 30 marzo del ’44, a Torino, vicino al Ponte Mosca o Ponte Umberto I, in un’azione dei GAP viene ucciso un caporale delle SS: Walter Wohlfahrt.
Quando venne emesso, il bando Kesselring prevedeva l’uccisione, per rappresaglia, di almeno dieci i…


