Diario Quotidiano

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Colui che non voltò la testa

Domenico Terreno e i ventisette di Pian del Lot

apr 02, 2026
∙ A pagamento
Cerimonia commemorativa a Pian del Lot, Torino. Partigiani armati e civili in lutto attorno a una corona di fiori sul luogo dell'eccidio nazista del 2 aprile 1944.
Pian del Lot, 1945. La prima commemorazione. Fu Domenico Terreno a portare fin qui le famiglie dei ventisette.

Domenico Terreno, come si scrive con poca fantasia e troppa retorica in questi casi, il suo destino lo aveva doppiamente scritto nel suo cognome. Terreno.

Era un contadino, infatti. Un mezzadro. Le sue braccia domavano la terra e le vigne di Cavoretto, che domina il torinese.

Una storia come tante, fino al 2 aprile del 1944. Da quel momento quel suo “Terreno” altro significato ha assunto.

E il contadino, il bracciante, il mezzadro, l’uomo semplice e, nell’immaginario comune sempliciotto, è diventato “colui che non voltò la testa”. Ancora, là a Pian del Lot, così, nelle commemorazioni ufficiali, lo chiamano.

La storia è questa. Nella serata del 30 marzo del ’44, a Torino, vicino al Ponte Mosca o Ponte Umberto I, in un’azione dei GAP viene ucciso un caporale delle SS: Walter Wohlfahrt.

Quando venne emesso, il bando Kesselring prevedeva l’uccisione, per rappresaglia, di almeno dieci i…

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