È cominciata l'ekecheiria
Dovremmo accoglierla come la colomba pasquale e invece a mala pena sappiamo cosa sia: comunque sia è arrivata.
“Ekecheiria” dovrebbe essere una parola bellissima, che nell’udirla dovremmo sorridere dentro. Quelle cose che il cuore ti si apre.
Invece l’Ekecheiria inizia oggi e sostanzialmente manco lo sappiamo. Cioè non sappiamo che da oggi è tregua olimpica.
Nell’antica Grecia era norma giuridica. In città arrivavano gli Spondophoroi (letteralmente i “portatori della tregua”) e da quel momento le armi tacevano per tre mesi. Il tempo necessario per atleti e spettatori di raggiungere Olimpia.
Al contrario che nei tempi moderni, le Olimpiadi solo a Olimpia si tenevano e per la città, nonché per l’intera regione dell’Elide era un affare colossale.
Un po’ come lo è oggi per la città ospitante i Giochi, con la differenza che nell’antichità la sede era appunto sempre la stessa e poi c’era, appunto, la questione dell’Ekecheiria.
La città di Olimpia aveva l’onere di far rispettare la tregua olimpica, altrimenti doveva distribuire multe. Due mine per ogni soldato coinvolto.
Nel 420 a.C., Sparta si vide comminata una sanzione equivalente al mantenimento di una quarantina di navi da guerra per un mese. Non bruscolini.
Filippo II, il padre di Alessandro Magno, nel 348 a.C. si beccò un’ammenda perché dei suoi soldati avevano picchiato un ateniese che andava ai giochi. Il potentissimo sovrano si scusò e pagò.
Sarebbe un po’ come se oggi Beppe Sala o Attilio Fontana multassero oggi Vladimir Putin.
Invece oggi nessuno multa nessuno, nonostante l’Ekecheiria, verrà comminata ad alcuno dei responsabili dei 56 conflitti in corso.
Di più, basta aprire un giornale qualsiasi per accorgersi che anche oggi, proprio oggi, quasi fosse una scommessa da allibratori, lunghi articoli sono dedicati alla domanda: dove attaccherà Trump? Iran?
Il 19 novembre 2025 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato un documento che stabiliva che l’Ekecheiria per i Giochi di Milano-Cortina sarebbe iniziata il 30 gennaio al 15 marzo 2026. Il documento è stato votato da 193 paesi, mentre erano 165 le nazioni co-firmatarie la proposta di tregua olimpica…
tra queste gli Stati Uniti di Donald Trump.



