Due euro e mezzo a consegna: Glovo è fuori da ogni legge e dalla Costituzione
Fino all'81% di "retribuzioni" più basse rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale di lavoro. Previsto per tutti, ma non per gli schiavi di Glovo.
Alzi la mano il primo che si sente sinceramente sorpreso dal fatto che i rider di Glovo siano pagati come schiavi: sotto la soglia di povertà, sotto il limite di decenza, due euro e mezzo a consegna.
La procura ha scoperto l’acqua calda, che non è una critica ai magistrati, anzi! Meno male che ci sono loro.
Perché se dovessero, i quaranta mila schiavi di Glovo, affidarsi a noi, schiavi continuerebbero a essere in eterno.
A dimostrarlo il fatto che un sacco di “clienti consapevoli”, consapevoli del trattamento disumano e ricattatorio riservato ai rider di Glovo, da Glovo hanno continuato a servirsi.
Con mille autogiustificazioni, non ultima quella dell’uno o due euro di mancia dati a ogni consegna.
È evidente che gli sfruttatori di Glovo siano dei criminali, ma è altrettanto evidente il perché lo possano essere. La loro condotta non genera condanna morale, non genera condanna sociale e men che meno condanna politica.
Il capitalismo che rapina le vite altrui è regola ormai accettata. Accettato che i costi di consegna siano sacrificio tollerabile di rider, fattorini, piccoli padroncini. Che gli sconti e le economie non siano a detrimento del guadagno del distributore.
Questo ci rende complici o se preferite clienti soddisfatti di prodotti e di servizi - anche di consegna - così a buon mercato.
A buon mercato come la nostra coscienza.
Piccola nota a margine: a Glovo viene contestata la violazione dell’articolo 36 della Costituzione Italiana, lo specifico a uso e consumo di chi tratta la nostra Legge fondamentale come un vecchio testo senza valore… e per questo si sbizzarrisce nel proporne cambiamenti o propone di cambiarne gli equilibri istituzionali. Se solo la Costituzione fosse stata applicata… se solo…



