Donald Trump è Donald Trump e noi non siamo nessuno
Siamo nelle mani di un idiota, Donald Trump intendo.
Lo avete visto mentre scimmiottava in chiave di sfottò le atlete transgender: un idiota, appunto.
Non si tratta di una questione generazionale, del genere “ha una certa età, bisogna capirlo…”: era così ed è così e se fosse nato ieri, sarebbe così.
È bello, si dirà, che nella democrazia statunitense tutti, persino gli odiati, possano diventare gli uomini più potenti della terra: ma in realtà non è così.
Donald Trump è infatti un idiota eletto da idioti: insomma da persone che in quello scimmiottare si ritrovano, da persone per le quali il sequestro di Maduro è accettabile, da persone che attaccare la Groenlandia “perché no?”, da persone che “cazzo ce ne frega dell’Europa”.
Trump è il loro presidente e lo è perché lo hanno scelto. È la democrazia. Ed è effettivamente così.
Ma è la democrazia statunitense, non la nostra e neppure quella del mondo.
Io Donald Trump non lo avrei mai votato, non mi ci riconosco, non è il mio presidente. Eppure lo subisco.
Lo subisco da italiano, visto che è l’amichetto di Giorgia Meloni. Lo subisco da europeo, perché la mia Europa è a lui prona. Lo subisco da cittadino del mondo, perché le Nazioni Unite sono ancor più prone dell’UE all’inquilino della Casa Bianca.
Come mai questo accade? Perché Trump non è solo idiota, ma è un utile idiota. La sua insensatezza fa tanto comodo a chi in fondo in fondo la pensa come lui o pensa che sia uno scotto da pagare per ottenere un nuovo vantaggioso ordine mondiale, sociale ed economico.
La Storia ci ha spesso mostrato come gli utili idioti si siano dimostrati ingestibili e le nefande conseguenze che hanno portato nel mondo, presto scopriremo se è così vero che la Storia non si ripete mai… o se, idioti, non ci siamo accorti in tempo che quasi uguale si stava ripetendo.
Diario Quotidiano, giorno 8, anno VI




Una volta c’era un detto democratico che diceva così: Ognuno è libero di essere idiota come vuole, ma lui ne ha approfittato troppo.