David Rossi è stato ammazzato
C'è voluto più di un decennio per arrivare alla verità: «l'uomo comunicazione di Monte dei Paschi fu ammazzato».
Non si è suicidato, è stato suicidato. Tradotto: lo hanno ammazzato. La vittima è David Rossi, uomo comunicazione di Monte dei Paschi di Siena (MPS) e attenzione perché il suo omicidio potrebbe dare un bello scossone alla politica italiana. Quindi non fate l’errore di derubricarlo a cold case o a un mistero minore del nostro Paese.
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AVVISO AI LETTORI: Questo è un pezzo lungo, denso e necessario. Se non avete tempo di leggere le 6.000 battute di questo pezzo, potete ascoltarlo direttamente dalla mia voce (registrata stamattina nonostante una brutta tosse - che ho tagliato).
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Che non sia un semplice fatto di cronaca lo dimostra che per arrivare a una prima elementare verità - non fu suicidio, ma omicidio - ci sono voluti undici anni.
Il corpo defenestrato di David Rossi fu trovato il 6 marzo del 2013. Non molto tempo dopo, mi chiamò un collega (di cui non faccio il nome perché vista l’evoluzione dei fatti potrebbe essere tutt’altro che un favore citarlo) chiedendomi se volevo mettere in piedi un’inchiesta sulla vicenda.
Ci provammo, lui aveva molte delle entrature apparentemente necessarie: scrivo “apparentemente” perché sorprendentemente non portarono da nessuna parte.
Era evidente che ci fosse qualcosa che non andava nella vicenda, ma era altrettanto evidente che noi non riuscivamo a trovare nessun pertugio verso la verità.
Oggi sappiamo con certezza documentale che fu omicidio. Anzi, a ben vedere, David Rossi fu ammazzato due volte. La prima quando fu buttato giù dalla finestra del suo ufficio in MPS. La seconda quando - è tutto stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza - andarono a controllare che fosse morto e, vedendo che non lo era, aspettarono venti minuti - il tempo che esalasse l’ultimo respiro - per chiamare i soccorsi. Soccorsi che giunti in tempo gli avrebbero salvato la vita.
Ma il tema, ovviamente, a questo punto è solo il movente. Perché David Rossi è stato ucciso? Perché aveva detto a tutta Monte dei Paschi di Siena che avrebbe raccontato tutto quello che sapeva ai magistrati.
Qualcuno ricorderà che MPS, la banca più antica del mondo, si era trovata sorprendentemente sull’orlo del fallimento dopo un acquisto “incauto” di Antonveneta.
Non sto ad approfondire la questione economico-finanziaria perché a mio avviso è altrove che va posta l’attenzione e in particolare nell’inchiesta “Rinascita-Scott” della Procura di Catanzaro, che nel 2018 ha portato alla luce intercettazioni inquietanti riguardanti Giancarlo Pittelli, ex senatore di Forza Italia condannato a undici anni per concorso esterno con la ‘ndrangheta.
Pittelli, registrato mentre parlava con un collega nel 2018, affermava senza esitazione: «David Rossi è stato ucciso. Se riaprono le indagini succederà un casino grosso».
A questo punto va ricordato che Nicola Gratteri, nel maggio 2022, durante l’audizione (poi secretata) disposta dalla Commissione Parlamentare, ha confermato l’esistenza di dialoghi tra Pittelli e Mussari in merito alla morte del manager. Mussari, va detto, ha negato e derubricato il tutto a illazioni.
Questo però, a mio avviso, non cambia la sostanza. Nel senso che bisogna saper ammazzare una persona. E bisogna saper farlo bene per farlo nella maniera brutale che è toccata a David Rossi.
Ecco perché il coinvolgimento della ‘ndragheta e in particolare del clan Mancuso è tutt’altro che secondario.
Tanto più che fonti interne alla banca hanno svelato la presenza di un migliaio di conti correnti riconducibili alla ‘ndragheta, nonché il ricco finanziamento di imprenditori legati alle ‘ndrine per realizzare opere mai realizzate.
Emblematica la generosità di Monte dei Paschi a costruttori legati a soggetti malavitosi crotonesi operanti nel mantovano.
C’è poi una vicenda, fatta emergere dalla famiglia di David Rossi, che ricondurrebbe allo IOR e, ancora una volta, alla ‘ndragheta.
So che c’è una narrazione che vorrebbe fare di MPS la pietra dello scandalo di DS, PDS e quindi PD. È evidente che la malagestione della banca avesse generato un sistema di potere opaco che trasversalmente ha finito per sporcare tutte le forze politiche presenti nel senese, ma un conto è - ed è tutto da dimostrare in tribunale - una consorteria economica.
Un conto è ammazzare un uomo e per fare quello ci vogliono gli assassini. Un salto di qualità, per così dire, da arraffoni con una tessera in tasca.


