La Trumpiana
La crisi energetica, Trump, il petrolio e il silenzio complice di chi sapeva.
La crisi energetica mondiale è colpa di Giorgia Meloni? La risposta è «sì». Più precisamente: «sì, anche».
È infatti colpa di Giorgia Meloni e di tutti coloro i quali hanno strizzato l’occhio a Donald Trump, gli hanno insomma fatto capire che poteva fare quel che voleva e noi dietro manco fosse Mosè che apre il Mar Rosso.
Soltanto che anziché il Mar Rosso, Trump era convinto di poter aprire lo Stretto di Hormuz e di determinare così il prezzo del petrolio in tutto il mondo. Non va dimenticato che prima dell’illegale attacco all’Iran c’era stato l’illegale rapimento del presidente del Venezuela Nicolás Maduro.
Due piazze che insieme valgono un terzo delle riserve petrolifere mondiali e un quinto del fabbisogno terrestre. Se a questo si aggiunge la produzione e la capacità di raffinazione USA: beh, l’OPEC diventerebbe secondaria. E non è una battuta.
Quindi Donald Trump ha tentato, o meglio sta tentando, il colpaccio e in un po’ di cagnolini gli stanno andando dietro nella speranza di una briciolina di oro nero, di un credito politico, di un appoggio politico da spendere in futuro.
Un’alleanza nera come il petrolio che fino all’altro giorno è stata ostentata nei summit internazionali con il Presidente statunitense che dava patenti di affidabilità a tizio e caio. E anche a Sempronia, che poi sarebbe Giorgia Meloni.
In Parlamento la nostra presidente del Consiglio ha accusato l’opposizione di non fare la politica alta, di non proporre soluzioni ai problemi. Non ha considerato che quando si vuol risolvere un problema è alle cause che lo hanno generato che bisogna andare. E il governo Meloni una delle cause è.


