Coi propri occhi
Una marcia contro le fake news. Fu questo quello che gli americani obbligarono alcune centinaia, forse mille cittadini di Weimar a fare. Dieci chilometri, due ore a passo lento, per arrivare fino a Buchenwald e fare quello che sarà poi soprannominato “il tour dell’orrore”.
Vedere, insomma, il male in presa diretta. Le conseguenze reali. Ad accoglierli c’erano i camion con cadaveri su cadaveri impilati. Si trattava dei prigionieri che le SS non erano riuscite a cremare.
La liberazione di Buchenwald, infatti, ha una storia particolare, perché quando i militari della Terza Armata arrivarono ai suoi cancelli, era già libero. Alle 14.30 dell’11 aprile i prigionieri, con armi tramandate negli anni tra i deportati, erano riusciti a ribellarsi e a prendere il controllo delle torrette di guardia, a catturare coloro tra i loro aguzzini che ancora non si erano dati alla vigliacca fuga.
I mille di Weimar, superati i cosiddetti “camion della morte”, arrivavano poi allo Stall, quello nel quale i nazis…



