Andrea Pucci non sarà Sanremo, gliele hanno cantate in troppi.
Il comico ha rinunciato a calcare il palco del Festival, rammarico di Giorgia Meloni e di... Giorgia Meloni.
Mandate a letto i bambini o comunque non fate leggere a nessun minore le prossime mie righe. Contengono espressioni omofobe e razziste. Espressioni che non sono mie, ma di Andrea Pucci: «l’artista», così Giorgia Meloni lo ha sorprendentemente chiamato, che ha deciso di non calcare il palco di Sanremo perché in troppi gli han dato del “fascista”…
…evidentemente non sbagliando, essendo arcinoto che i fascisti sono usi alla fuga quando - come ricordava Enrico Berlinguer in una sua salace risposta a un giornalista missino - non sono tanti contro uno.
Pucci è omofobo e razzista?
Vi regalo un po’ del suo repertorio, diciamo una battuta per ognuno degli scorsi cinque anni, così potete giudicare da soli.
Battuta uno: «Vengo da un tampone, è stato bellissimo. Ma perché è stato bellissimo? Perché l’infermiere era un fan e allora mi ha detto ‘Pucci, te lo metto in un posto dove a te piace’... e io gli ho risposto: ‘Guarda che io non sono Tommaso Zorzi!».
Battuta due: «Oggi se dici che uno è un ‘handicappato’ si offendono tutti, devi dire ‘diversamente abile’. Ma se io vedo uno che non ce la fa, lo chiamo come si è sempre chiamato al bar, senza fare troppi giri di parole».
Battuta due bis: «Oggi non si può più dire niente. Se dici ‘nero’ sei razzista, se dici ‘frocio’ sei omofobo. Io faccio il comico, uso il linguaggio della gente, quello che si usa al bar. Se vi offendete, state a casa».
Battuta tre: «Ma vi pare normale che due uomini possano crescere un figlio? Ma che gli dicono? ‘Papà 1 e Papà 2’? Il bambino cresce confuso, gli manca la figura della madre che è quella che ti dà le regole (e le sberle)».
Battuta quattro: «Quelli che fanno le mascherine... i cinesi. Ma vi pare che dobbiamo fidarci di chi mangia i pipistrelli vivi? Ci hanno chiuso in casa per due anni e ora ci vendono pure il cotone per coprirci la faccia».
Battuta cinque: «Giri per Milano e sembra di stare a Kabul. Non capisci più chi è italiano e chi no, l’unica cosa che capisci è che devi stringere il portafoglio quando passano certi gruppi».
Se leggendo queste “perle artistiche” avete riso, non so se siate fascisti… ma, senza neppure troppo impegno, potete puntare a diventarlo in tempo per le prossime elezioni.
Se non avete riso, probabilmente vi state chiedendo che razza di bar frequenta Andrea Pucci, così da evitarli. E subito dopo vi starete domandando a chi diavolo potrebbe essere venuto in mente di invitare Andrea Pucci al Festival di Sanremo. Chi è il genio, insomma.
Vi do un aiutino, anzi ve lo faccio dare direttamente dall’ «artista Pucci» che all’indomani delle scorse regionali, così ha scritto: «Vittoria! E ora andate a casa tutti voi che ci avete rotto le palle per anni. Meloni e Fratelli d’Italia, avanti tutta!».
Il tutto accompagnato da “un’artistica” foto del dito medio del Pucci. Arte penosa, per così dire.





Non avendolo mai sentito nominare prima sono andato a cercarmi un paio di video per farmi un'idea. Ne ho trovato uno vecchio e sembrava una versione molto sbiadita di Grillo. Una roba inoffensiva che poteva anche starci in un contesto di mediocrità diffusa come il Festival di Sanremo. Ma nel secondo video era già evidente il marchio della bassa cialtroneria. Una cialtroneria già vista, che in Italia - e poiché tutto si tiene, come stupirsene? - ha avuto nel tempo molto successo, come nei cosiddetti cinepanettoni, su cui si scherza come se fossero inoffensivi e non uno dei sintomi e dei componenti di quella cultura miserabile che degrada il femminile, e insieme ad esso, anche il maschile e l'umano.
Ma come mai Amadeus, nel suo periodo migliore, ha lasciato il timone del festival? Forse perché non accettava certi indirizzi? Io dico di sì, altrimenti é un pazzo.