Ambrogino d’oro per Gianni Barbacetto
La Procura di Milano ha chiesto, nelle scorse ore, l’arresto di Giancarlo Tancredi, assessore all’urbanistica del Comune di Milano, fortemente, molto fortemente voluto dal sindaco Beppe Sala.
È accusato di aver partecipato a un «patto corruttivo» favorendo progetti edilizi in cambio di contratti di collaborazione e altri vantaggi economici.
Secondo i giudici avrebbe inoltre contribuito a falsificare documenti e procedure amministrative per agevolare pratiche edilizie, ovvero avrebbe favorito speculazioni immobiliari, mascherando nuove costruzioni come più semplici riqualificazioni.
Il 6 giugno 2024, giusto tredici mesi fa, il sindaco Beppe Sala ha indotto la sua giunta ad approvare una delibera per querelare il giornalista Gianni Barbacetto.
Il reporter aveva osato chiedere, attraverso i social, se le irregolarità urbanistiche – di cui si stava occupando la Procura – non nascondessero corruzione, mazzette, regalie. La solita brutta roba, insomma.
Caso più unico che raro che un’amministrazione faccia una querela per diffamazione ai danni di un giornalista. Un precedente effettivamente c’è ed è quello del piccolo comune ungherese di Tata. Un altro primato per la Milano di Beppe Sala, che un risultato però lo ha ottenuto, mandare un messaggio ai giornalisti: chi pone troppe domande – o vere domande – sulla politica urbanistica milanese viene querelato.
Fortunatamente la Procura non si fa intimidire dall’arroganza di un sindaco, che invece che farsi promotore di querele, avrebbe dovuto occuparsi di quel che accadeva negli uffici del suo assessore.
Intanto la giunta comunale dovrebbe scusarsi di quella sua delibera e magari qualcuno proporre l’Ambrogino d’Oro, la massima onorificenza meneghina, per il sempre ottimo Gianni Barbacetto.



