Alberto Trentini è libero! Viva gli americani
Ma quindi, sulla vicenda di Alberto Trentini, era tutta un’enorme presa per i fondelli.
Mi spiego: tempo fa - sollecitato alla sensibilizzazione - scrissi di Alberto Trentini. Subito dopo seguì la richiesta di silenzio stampa per non disturbare le trattative diplomatiche che il governo Meloni aveva messo in campo per la sua liberazione, ed io, doverosamente, al silenzio mi sono fino a ieri attenuto.
Con il senno del poi appare evidente che Alberto Trentini è stato liberato da Donald Trump o meglio che alla sua liberazione, peraltro neppure immediata, si è arrivati solo perché gli Stati Uniti hanno rapito Maduro e sostanzialmente fatto diventare il Venezuela un loro protettorato.
La domanda è quindi: ma Giorgia Meloni, Antonio Tajani, il quasi ministro degli Esteri Matteo Salvini, che cosa hanno fatto davvero in questi 423 giorni di prigionia?
Perché festeggiare abbiamo festeggiato, ma saremmo degli imbecilli a chiederci dal 15 novembre 2024 al 12 gennaio 2026 il governo, i servizi segreti, la diplomazia italiana che diavolo hanno combinato.
Al momento, a vederla così come appare, Alberto Trentini è finito nell’attenzione statunitense solo e unicamente perché Giorgia Meloni è “amica amica” di Donald Trump. Una certificazione di debolezza, più che di agibilità internazionale e diplomatica.
Alberto Trentini è libero e non possiamo che gioirne. Ora per gli altri italiani oggi detenuti, penso per esempio a Fulgenzio Obiang Esono, c’è da sperare che il folle Trump s’inventi di sequestrare altri capi di stato o “annettere” altre nazioni.
Diario Quotidiano - giorno 13, anno VI




