A Gaza è genocidio?
Ma davvero pensate che il problema di Gaza, di chi a Gaza sta morendo - per mano del sanguinario governo Netanyahu e per cinica interessata indifferenza dei Paesi dell’Unione Europea - sia nell’uso di quale parola usare per definire la morte di oltre sessantamila tra donne, uomini e tanti, tantissimi bambini?
Io, come nessuno del resto di noi che siamo diretti a Gaza via mare, non so se davvero sbarcheremo a Gaza, se romperemo l’assedio, però - forse con una dose di arroganza - sono certo che nessuno lì ci accoglierà chiedendoci se l’immane strage dei loro figli, mogli, mariti, fratelli, genitori, amori, amici, possa essere definita “genocidio”.
E questa mia arroganza mi deriva dal fatto che quando il 23 luglio del 1944 fu liberato dall’Armata Rossa il primo campo di sterminio creato dai nazisti, la parola “genocidio” non era ancora stata inventata.
È infatti comparsa per la prima volta nel novembre del 1944, uscita dalla penna e dall’intelligenza giuridica di Raphael Lemkin, che a pagin…




